I RIFLESSI DI JERICO

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Da poche settimane il giovane street artist Jerico (Rosario, 1992) ha concluso la sua nuova opera: Riflessi.

Si tratta di una commissione pubblica, realizzata sulla parete del museo di Casal de' Pazzi che è dedicato ai ritrovamenti di un vero e proprio giacimento del pleistocene, tra cui spiccano i resti di un elefante antico, roba di 250.000 anni fa.

Il museo è un'opera coraggiosa. Si trova in un'area non certo centrale di Roma, tra la Tiburtina e la Nomentana, proprio per questo è un luogo da sostenere e visitare che combatte la solitudine delle periferie con l'arte e la cultura.

Il 14 febbraio è stata inaugurata l'opera del giovane artista italo-filippino, realizzata grazie alle donazioni dei visitatori dei musei di Roma.

Il molto antico con il... molto contemporaneo e l'accoppiata è vincente.

Jerico ha pensato al tempo che passa, al fiume che occupava la strada dove oggi sorge l'edificio del museo; i riflessi sull'acqua che scorre sono quelli del passato: una foresta, elefanti antichi, un vulcano, così il tempo è  magicamente evocato.

Lo stile dell'artista è inconfondibile, cercatelo a Tormarancia dove in  La distanza tra uomo e natura (2015) rompe i profili delle figure, le frammenta come specchiate da una superficie in frantumi; poi lascia che l'immagine si ricompoga a distanza nello sguardo dello spettatore.

I suoi riferimenti sono dell'area espressionista da Francis Bacon a Lucian Freud, ma l'impasto è tutto suo, dal profumo di Van Gogh e Giappone.

Bravo Jerico, ora fai buona compagnia al più anziano tuo collega Blu, ai suoi murales realizzati da queste parti con il supporto del comitato di quartiere "Mammut", un  gruppo veramente "tosto" di cittadinanza attiva!